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Centro Abilitativo per Disturbi di Spettro Autistico
Via Bolognese 238
50139 Firenze

  800 654 477

E-mail:
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Progetto Videobiografie Pamapi 2016

Percorsi di vita oltre la storia clinica...

Questo Progetto nasce e si sviluppa all’interno di un altro grande Progetto che ha il nome di “Quo.Ri.D.I.Re.” (Quotidianità Rinnovata per persone con Disabilità Intellettiva grave/gravissima e disturbo Relazionale autistico). Tale progetto è stato realizzato da Pamapi con il supporto finanziario della Regione Toscana e la collaborazione del Quartiere 2.

BISOGNO

Il Progetto si rivolge a ragazzi e adulti con Disabilità Intellettiva grave o gravissima e disturbo Relazionale autistico (D.I.Re), che per la loro condizione si trovano a beneficiare di servizi offerti da Centri di abilitazione (come PAMAPI), quindi a passare la loro vita tra casa e Centro. Per quanto questi due contesti siano o possano essere stimolanti, rimane il problema del tempo libero: ecco il bisogno di una QUOtidianità RInnovata. Si intende un tempo libero di qualità, un tempo libero integrato con il territorio e che utilizzi tecnologie moderne.

TARGET

Utenti PAMAPI e utenti con simile condizione, afferenti ad altri Centri o a scuole.

Videobiografie:

che supportino la memoria biografica, il senso del sé e la conversazione: si tratta di un monitoraggio accurato di video e proprie fotografie finalizzato alla costruzione di una video-presentazione della persona, che spesso non parla, così da supportare la conversazione e la conoscenza della persona nei contesti più vari (es. ambienti nuovi, operatori sanitari, volontari, nuovi e’incontri etc..). Si tratta di prodotti frutto di un lavoro di incontro con famiglie, interviste e montaggio ad opera di un fotografo specializzato.

Il tutto supportato dalla competenza di uno psicologo durante tutte le fasi: costruzione di un rapporto di fiducia con paziente e care-givers, illustrazione del progetto, interviste di vita, selezione finalizzata e montaggio di scene e documenti foto e video, implementazione all’interno della quotidianità del paziente e della presentazione ai prossimi (operatori assistenziali e sanitari che con loro si interfacciano, o altri ospiti).

Obiettivi:

Primo: dare ai ragazzi con disabilità mentale e della comunicazione la possibilità di accedere a una serie di informazioni relative alla propria storia, montate in un video (disponibile su tablet) che contribuisca a dar loro un senso e di cui poter essere riconoscenti e felici.

Secondo: dare alle persone che non conoscono il ragazzo ma che si trovano ad interagire con lui (magari quotidianamente, in contesti quali centri diurni o residenziali) la possibilità di accedere alla sua storia, così da umanizzarne lo sguardo e la relazione, facilitando l’empatia, la connectedness e l’interazione. Oggi infatti la crisi della famiglia come luogo di accudimento quotidiano del disabile e il turn-over degli operatori assistenziali e sanitari fanno sì che siano molte le persone che si trovano a vivere in contesti di vita e di cura in cui gli altri ospiti o gli operatori non conoscono niente se non alcuni dati clinici, favorendo così i processi di infra-umanizzazione (la persona diventa un malato, un paziente, un “meno-uomo”) sia agli occhi del malato stesso che dei suoi prossimi.

Descrizione:

Si realizzeranno videobiografie di 9 utenti della durata di circa 20 minuti ciascuna.

Dopo aver spiegato le finalità del progetto e aver costruito una relazione con l’utente stesso e con uno o più familiari caregivers, dopo aver registrato interviste e raccolto materiale biografico (fotografie e videoregistrazioni), si monteranno in video, che così andranno a contenere immagini e testimonianze di vita, capaci di attivare memorie emotivamente significative, la consapevolezza riconoscente della rete degli affetti sperimentata, le competenze dell’utente e anche episodi dolorosi all’interno di un framing positivo.

Tali audiovisivi saranno resi disponibili nei contesti in cui la persona è ospitata, anche su dispositivi portatili come i tablet, e saranno disponibili all’utente perché possa riguardarselo per ravvivare autostima, senso della vita, fiducia e speranza, o mostrarlo a piacimento a chi incontra ed agli operatori che saranno invitati a visionarli per umanizzare lo sguardo e la relazione nei confronti del ragazzo.

Risultati attesi:

Impatto positivo nella vita delle persone con varie disabilità (accezione ICF), nonché in chi si trovano ad interagire con loro con frequenza

Per la persona con autismo si indagheranno costrutti della psicologia positiva: attivazione emotiva positiva.

Per il caregiver o consocente si indagheranno costrutti legati all’umanizzazione e all’empatia.

Impatto:

  • Oltre che sulla qualità di vita delle persone coinvolte direttamente nel progetto, l’impatto sociale riguarda la possibilità di sperimentare, documentare e diffondere tale modalità innovativa affinché la comunità tutta (scientifica e civile), le famiglie e le istituzioni che si occupano di persone “senza memoria” e/o “senza parola” possano prendere maggiore consapevolezza dei bisogni importanti e urgenti sottostanti e di una possibile risposta sostenibile.

Potere della ricostruzione di vita sulle famiglie:

  • Inoltre attraverso le videobiografie si aumenta l’empowerment delle famiglie,
  • basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare l'individuo ad appropriarsi consapevolmente del suo potenziale, dando maggiore significato alla loro vita da genitori.